Sportivi
La maggior parte degli infortuni amatoriali non arriva da un trauma. Arriva da settimane di carico che il corpo non ha avuto tempo di assorbire.
Chi si allena con costanza sviluppa una tecnica, e la tecnica è una ripetizione. Se dentro quel gesto c’è un compenso — un’anca che ruota poco, una spalla che parte già chiusa — quel compenso viene ripetuto migliaia di volte.
Il momento più utile per vedermi non è dopo l’infortunio: è quando compare il primo fastidio che sparisce con il riscaldamento e torna dopo. Quello è il segnale precoce, e a quel punto il margine per intervenire è ancora ampio.
La parte in cui si sbaglia più spesso è il rientro. Il dolore se ne va prima che il tessuto sia pronto, e il carico torna ai livelli di prima in una settimana: è così che l’infortunio si ripete.
Perché ci si rivolge a me
- Dolore che compare sempre alla stessa distanza o allo stesso minuto
- Fastidio che sparisce riscaldandosi e torna dopo
- Perdita di ampiezza o di potenza su un gesto specifico
- Rientro dopo uno stop, per riprendere per gradi
- Prevenzione a inizio stagione o prima di un obiettivo
Cosa cambia concretamente
- Valutazione del gesto sportivo, non solo della zona che duole
- Su un infortunio acuto la diagnosi viene prima: se serve un accertamento, si fa quello
- Il lavoro manuale si accompagna sempre a una revisione del carico di allenamento
- Rientro programmato per gradi, con criteri concordati e non a sensazione
- Collaborazione con preparatore e fisioterapista quando ci sono
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