Martina Rufino
[Primo paragrafo, in prima persona: come sei arrivata all'osteopatia. Un fatto concreto vale più di una dichiarazione di intenti — un infortunio, un incontro, un corso che ha cambiato le cose.]
[Secondo paragrafo: cosa ti interessa davvero di questo lavoro. Qui si vede se una persona parla del proprio mestiere o recita una brochure.]
[Terzo paragrafo: che rapporto costruisci con chi tratti. È la parte che decide se una persona prenota o chiude la pagina.]
[Una frase tua, che ti rappresenta. Se non ne hai una, si toglie: meglio niente che una frase presa altrove.]
Formazione
I titoli, con nome dell'istituto e anno. È l'informazione che chi cerca un osteopata verifica per prima.
- [20XX]
- Diploma in Osteopatia — [Istituto]
- [20XX]
- Laurea in [Disciplina] — [Università]
- [20XX]
- Formazione in [ambito specifico]
- Oggi
- [Posizione rispetto all'elenco speciale degli osteopati — da confermare]
[Nota per la pubblicazione: anni, istituti e specializzazioni vanno sostituiti con i dati reali. La riga «Oggi» va compilata solo dopo conferma scritta della posizione rispetto all'elenco speciale presso l'Ordine TSRM-PSTRP.]
Tre cose su cui non transigo
Ti spiego cosa faccio, mentre lo faccio. Nessuna manovra arriva a sorpresa. Se qualcosa risulta fastidioso si dice e si cambia: non c'è nessun beneficio nel sopportare.
Ti dico quando non sono io la risposta. Se il tuo problema non è di mia competenza, lo scopri alla prima visita e ti indirizzo al professionista giusto. Vale anche a percorso iniziato: se non vedo miglioramenti, preferisco dirtelo invece di continuare.
Non prometto guarigioni. Ti do una stima realistica del numero di sedute e di cosa possiamo aspettarci. Dove c'è una modifica strutturale si lavora sulla funzione, e questo te lo dico prima, non dopo.
Parliamone prima, se preferisci
Se hai un dubbio, chiama pure: rispondo io e capiamo insieme se posso esserti utile. Senza impegno.