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Martina RufinoOsteopata D.O.Prenota
L'osteopatia

Che cos'è l'osteopatia, senza giri di parole

Una terapia manuale: si lavora con le mani, senza farmaci e senza strumenti. Quello che la distingue non è la tecnica, è lo sguardo.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità la descrive come una professione sanitaria di primo contatto, interamente manuale, rivolta a persone di ogni età. «Primo contatto» significa che non serve una prescrizione: si accede direttamente.

Quello che la distingue è il modo di guardare. Non si guarda soltanto la parte che duole: si guarda come tutto il corpo si è organizzato attorno a quel punto. Un'area che perde mobilità obbliga le altre ad adattarsi, e l'adattamento — se dura abbastanza a lungo — diventa esso stesso un problema, spesso lontano dall'origine.

Chi tratta solo l'effetto somiglia a chi spala la neve sulla soglia di casa convinto di mandare via l'inverno.

Da qui deriva una conseguenza pratica: la valutazione richiede tempo. Prima di toccare qualsiasi cosa serve sapere cosa è successo al corpo negli anni, perché è lì che di solito comincia la catena.

I quattro principi

Su cosa si fonda

Non sono slogan: sono i criteri con cui si decide dove mettere le mani e perché.

Unità

Il corpo è un insieme: struttura, funzione e vissuto della persona non si separano.

Autoregolazione

Il corpo possiede meccanismi propri di riequilibrio, e sa correggersi se glielo si permette.

Reciprocità

Struttura e funzione si condizionano a vicenda, in entrambe le direzioni.

Ragionamento

Il trattamento nasce dall’applicazione ponderata dei primi tre, caso per caso.

Aree di competenza

Di cosa si occupa

Cinque ambiti, un unico modo di ragionare. Su alcuni lavoro in autonomia, su altri solo dopo che il quadro è stato inquadrato da un medico.

  • Muscolo-scheletrico

    Lombalgia, cervicalgia, dolori articolari agli arti, tensioni che tornano sempre nello stesso punto.

  • Sistema nervoso

    Cefalee ricorrenti, sciatalgie, sintomi da irritazione di un nervo lungo il suo percorso.

  • Apparato digerente

    Disturbi funzionali come gonfiore, reflusso o stitichezza, quando la causa organica è già stata esclusa.

  • Ambito ginecologico

    Dolore pelvico e disfunzioni funzionali, sempre in accordo con il ginecologo di riferimento.

  • Sportivi

    Sovraccarichi da gesto ripetuto, prevenzione degli infortuni, ritorno graduale all’allenamento.

Confronto

Osteopata, fisioterapista, chiropratico

È la domanda che ricevo più spesso, e merita una risposta netta invece di una riga in fondo a una FAQ.

Il fisioterapista lavora soprattutto sul recupero funzionale di una struttura precisa, spesso su indicazione medica, e usa in modo centrale l'esercizio terapeutico. È la figura di riferimento dopo un intervento o un infortunio importante.

L'osteopata guarda il corpo nell'insieme e cerca la relazione tra il punto dolente e zone anche distanti. Non prescrive esercizi come parte centrale del trattamento: il cuore del lavoro è manuale.

Il chiropratico concentra il lavoro sulla colonna vertebrale e utilizza in prevalenza manipolazioni articolari rapide.

Non sono figure in competizione, e nella pratica capita spesso che abbia senso vederne più di una. Se durante la visita capisco che ti serve un altro professionista, te lo dico.

Normativa

L'osteopatia è una professione sanitaria

La Legge 3/2018 aveva individuato l'osteopatia come professione sanitaria. Il percorso si è chiuso con il DPCM 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, che ha istituito gli elenchi speciali a esaurimento presso gli Ordini TSRM-PSTRP e definito i criteri di equipollenza dei titoli conseguiti in precedenza. Dal 1° settembre 2026 la formazione avviene esclusivamente in ambito universitario.

Per chi cerca un osteopata questo cambia una cosa concreta: esiste un riferimento pubblico a cui la professione risponde. Vale la pena chiederlo, a me come a chiunque altro.

[Nota per la pubblicazione: qui va indicata la posizione di Martina rispetto all'elenco speciale, solo dopo conferma scritta. Finché non c'è, il sito non afferma nulla.]

Domande frequenti

Le domande che ricevo su questo

Serve la ricetta o l’impegnativa del medico?
No, all’osteopata si accede direttamente, senza prescrizione del medico di base. Se durante la visita emerge qualcosa che richiede un accertamento medico, te lo dico apertamente e ti indirizzo allo specialista giusto.
Che differenza c’è tra osteopata e fisioterapista?
Il fisioterapista lavora soprattutto sul recupero funzionale di una struttura precisa, spesso su indicazione medica e con esercizi. L’osteopata guarda il corpo nell’insieme e cerca la relazione tra il punto dolente e zone anche distanti. Non sono figure in competizione: spesso ha senso vederle entrambe.
Cosa sente un osteopata quando ti tocca?
Densità e temperatura dei tessuti, quanto scorrono l’uno sull’altro, dove il movimento si ferma prima del previsto. È una lettura che si affina con gli anni e serve a orientare il trattamento, non a fare diagnosi.
È adatta a neonati, donne in gravidanza e persone anziane?
Sì, cambiando completamente il modo di toccare. Su un neonato si lavora con pressioni minime, in gravidanza si adattano le posizioni al trimestre, con la persona anziana si usano tecniche dolci che rispettano la fragilità dei tessuti.
Cosa significa «D.O.» dopo il nome?
Sta per Diploma in Osteopatia: qualifica chi ha completato un percorso di formazione osteopatica presso una scuola riconosciuta dai registri di categoria. Non è una laurea in medicina e non sostituisce il medico: è il titolo che qualifica l’osteopata come tale. È la sigla che vale la pena cercare quando si sceglie a chi rivolgersi.
L’osteopatia è una professione sanitaria?
Sì. La Legge 3/2018 l’aveva individuata come professione sanitaria e il DPCM 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, ne ha completato il riconoscimento istituendo gli elenchi speciali presso gli Ordini TSRM-PSTRP. Dal 1° settembre 2026 la formazione avviene esclusivamente in ambito universitario.
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