Neonati e bambini
Sul neonato non si manipola nulla. Si ascolta con le mani e si accompagna, con pressioni che non muoverebbero l’acqua in un bicchiere.
I primi mesi sono un periodo di adattamento enorme: il bambino passa da un ambiente in cui era contenuto e sostenuto a uno in cui deve gestire da solo respiro, digestione e gravità. Alcuni ci arrivano senza intoppi, altri ci mettono più tempo.
Il parto è la prima cosa che guardo, non perché sia sempre un problema, ma perché racconta cosa il corpo ha attraversato. Un travaglio lungo, un’assistenza strumentale, una posizione mantenuta a lungo negli ultimi giorni: sono informazioni, non diagnosi.
Con i bambini più grandi cambia il gioco, letteralmente. La valutazione passa dall’osservarli muoversi, e la seduta deve stare dentro la loro soglia di attenzione, che è breve e non negoziabile.
Perché ci si rivolge a me
- Pianto inconsolabile e coliche serali
- Rigurgiti frequenti o difficoltà di attacco al seno
- Sonno molto frammentato
- Preferenza costante a girare la testa dallo stesso lato
- Asimmetria della forma del cranio
- Nei più grandi: cadute, dolori di crescita, postura e zaino
Cosa cambia concretamente
- Pressioni minime, nessuna manipolazione articolare, nessuna manovra rapida
- Il genitore resta sempre in stanza e può tenere il bambino in braccio
- Sedute brevi: sul neonato venti o trenta minuti sono spesso più che sufficienti
- Se il bambino non è disponibile, si interrompe: non si insiste mai su un bambino che protesta
- Il pediatra viene prima di me. Se c’è un dubbio clinico, ci si ferma e si chiede a lui
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